Thomas Dutronc Jazz Nights
Il cantante e chitarrista tornerà nell’estate del 2026 con un nuovo progetto live dedicato alle cover dei grandi classici del jazz, da Chet Baker a Django Reinhardt.
Thomas Dutronc è cresciuto cullato dalla musica, ma è alla fine dell’adolescenza che avviene la svolta: inizia a suonare la chitarra manouche.
Suo padre Jacques Dutronc gli regala allora la Selmer n. 566, una chitarra che Django Reinhardt aveva a sua volta regalato al Conte di Parigi! Chitarrista alla Chope des Puces di Saint-Ouen, muove i primi passi come musicista. Compone per Henri Salvador, suona al fianco di Biréli Lagrène e collabora con il suo amico d’infanzia -M-.
Nel 2007, a 34 anni, arriva la rivelazione: il suo primo album da solista, *Comme un manouche sans guitare*, ottiene il disco d’oro e il brano omonimo gli vale il premio «Victoire» per la canzone originale dell’anno nel 2009. Mescolando swing e canzone d’autore con una disinvoltura irresistibile, questi brani danno slancio alla sua carriera di cantante.
Tra album in studio e registrazioni dal vivo, Thomas Dutronc esplora anche il mondo delle cover con progetti come *Frenchy* nel 2020. L’artista rivisita i grandi successi della canzone francese circondato da un cast mozzafiato: Diana Krall, Iggy Pop e Billy Gibbons.
Nel suo nuovo spettacolo del 2026, rende omaggio alle grandi figure del jazz. Riprende l’universo del cool jazz di Chet Baker, rende omaggio all’eredità del jazz manouche di Django Reinhardt e reinterpreta con eleganza i classici del Great American Songbook. Sul palco, Thomas è accompagnato dai suoi compagni Éric Legnini (pianoforte), Stéphane Belmondo (tromba), Rocky Gresset (chitarra), Franck Agulhon (batteria) e Thomas Bramerie (contrabbasso).
Vi aspettiamo per uno spettacolo in cui virtuosismo, swing e improvvisazione si intrecciano armoniosamente.
Lila-May
Grazie a una voce di grande freschezza e di rara maturità, riesce in un’impresa: riconciliare la Generazione Z con il jazz, avvicinandola ai codici musicali di oggi.
A soli 18 anni, la giovane artista francese in piena ascesa afferma un’identità musicale singolare, a metà strada tra l’eredità jazzistica e la modernità pop.
È su TikTok che Lila-May si fa conoscere nel 2024 con «Ain’t Going Anywhere». «C’era un pianoforte ingegnoso e quella voce giovanile, eppure già matura nel fraseggio, che evocava inevitabilmente una familiare Amy Winehouse, ma in una versione solare… trasfigurata dall’eterna potenza del jazz», scrive Jean-Éric Perrin.
Autodidatta, Lila-May compone, produce e registra inizialmente le sue canzoni in una camera trasformata in studio, con la collaborazione del fratello Milo Cintas. Canta in inglese e il suo EP *Out of Time*, pubblicato nel 2025, totalizza milioni di visualizzazioni.
Ascoltando le cantanti pop della sua generazione – in primis Billie Eilish, Sabrina Carpenter e Laufey – ma anche leggende americane come Elvis Presley, Ray Charles o Frank Sinatra, ha sviluppato un approccio contemporaneo e innovativo, a metà strada tra cover e composizioni originali.
Il suo primo album, *Before I Blink*, è disponibile da giugno su tutte le piattaforme.
«Animati da una voce che raccoglie i colori senza mai cedere alle fastidiose affettazioni dell’R&B contemporaneo, questi brani sono vivificanti, risuonano, brillano, scuotono e si fanno strada in cima alle possibili playlist», aggiunge Jean-Éric Perrin.
Un’artista da seguire quindi da vicino!


