Con otto album, più di 137 brani e una costellazione di remix, fa parte dei pochissimi artisti elettronici in grado di catturare un dancefloor solo con la sua musica.
Dall’underground ai vertici delle classifiche, dai rave berlinesi ai principali palcoscenici del mondo, Paul Kalkbrenner ha tracciato il suo percorso senza mai tradire il suo stile di base: una techno pulsante e precisa, profondamente immersiva. Nato all'alba della rivoluzione musicale, ha 12 anni quando cade il muro di Berlino e cresce al ritmo dei rave party. Quando la dance music elettronica irrompe nella capitale, si mette a mixare e collezionare vinili. Convinto che il DJing non è fatto per lui, decide di dedicarsi alla produzione e alle performance live dei propri brani. Se l'ascesa di Paul Kalkbrenner coincide con l'età d'oro della techno berlinese e i suoi esordi sono associati all'etichetta Bpitch Control, il suo pubblico oltrepassa presto le frontiere di questo palcoscenico. Quando ottiene il ruolo da protagonista nel film Berlin Calling, del quale compone inoltre la magnetica colonna sonora, ha già pubblicato gli album Superimpose, Zeit, Self e conquistato una base di fan internazionale. Le sue performance trionfanti gli hanno permesso di oltrepassare le frontiere portandolo a esibirsi su palcoscenici di festival generalmente riservati alle star del rock. Dopo aver fondato la propria etichetta nel 2009, poi firmato con Columbia Records nel 2015, riprende il percorso dell'indipendenza musicale nel 2022. Assistere a un live di Paul Kalkbrenner, è un cambiamento spazio-temporale, è immergersi in una techno minimal e melodica di una precisione ipnotica. Un viaggio per il corpo e per lo spirito.


