Aggiornato il Ottobre 02, 2025
Se Il tempo sembra non aver nessun effetto su di lui è perché il Bar Américain continua a rivendicare l’arte del divertimento con raffinatezza ed eleganza . Da sempre, con uno stile ben definito, il Bar Américain dell’Hôtel de Paris Monte-Carlo offre una parentesi indimenticabile, cristallizzata, dello spettacolo che ha luogo sia sulla scena sia dietro le quinte.
Sommario:
1. La ribalta di tutta Monte-Carlo
2. Uno spettacolo un istante dopo l’altro
3. Il luogo d'incontro di talenti e leggende
Fin dagli anni '30, tutto il Gotha si è affollato nella vecchia sala di lettura trasformata in un universo singolare, in evoluzione attorno al suo mitico bar. Oggi, la gioventù privilegiata ci si ritrova per la sua atmosfera jazzy, ovattata e avanguardista, dove può dilettarsi con le creazioni di quegli artisti della mixologia che da decenni sono i barman del Bar Américain, che ne hanno costruito la fama. Autentico scrigno intimista, il Bar Américain è per sua stessa natura un luogo in cui la magia si mette all’opera. Sotto le luci dei proiettori, musicisti talentuosi mantengono viva la leggenda dell’Hôtel de Paris Monte-Carlo: un luogo unico per una parentesi fuori dal tempo.

Profumo di cuoio, tintinnio dei bicchieri, fruscio di stoffe preziose… Il Bar Américain non lascia niente al caso. Ogni dettaglio afferma un’identità unica, a immagine stessa della scena altrettanto affascinante che prende vita sotto i vostri occhi. E se quella dell’accostamento è un’arte, lo Chef Barman ci ha apposto la sua firma. Con virtuosismo, immagina incredibili creazioni che compiacciono tutti i sensi, e di cui lui solo conosce il segreto. Un autentico invito tutt’intorno a degli accordi sorprendenti, audaci ma sempre perfetti nel gioco delle strutture e dei sapori. Semplicemente un viaggio da vivere… Fino a notte fonda.

Gli artisti e le personalità più illustri del XX e del già iniziato XXI secolo qui si incontrarono, si ritrovarono, si amarono e si riconciliarono, davanti a tutti e al contempo in totale discrezione: Liz Taylor e suo marito Mike Todd, Curd Jürgens e Simone Bicheron, Marcel Pagnol e Fernandel, Annabel e Bernard Buffet, … Si poteva incontrare spesso anche Sir Roger Moore, residente nel Principato, sempre al “suo” tavolo. Questi scrisse che una sera, mentre era seduto al tavolo con Frank Sinatra e sua moglie, che alloggiavano come al solito nella Suite Churchill, il cantante del bar iniziò a intonare Strangers in the Night. E Sinatra lo punzecchiò: "Non canto le sue canzoni, quindi lei non canti le mie!". * Il piccolo palco del Bar Américain ha visto passare, senza preavviso, diverse star della musica. Quando Bono, il cantante degli U2, viene da normale cliente e improvvisa con i musicisti del bar, possiamo affermare che questo è possibile solo qui e in nessun altro posto.

In un'epoca in cui gli smartphone spiano le mosse di chiunque, anche quelle di perfetti sconosciuti, qui arriva il mondo intero ma non trapelano informazioni. Le Bar Américain ha le sue proprie regole e non c'è bisogno di spiegarle per comprenderle e rispettarle. Nel cuore di Monte-Carlo, che più centrale non si può, è paradossalmente il “rifugio” più discreto per i 400-500 clienti che lo frequentano ogni sera. Questo è il motivo per cui, quasi un secolo fa, nacque la sua leggenda.
Nel 1928 l'hotel fu ristrutturato e l'ex sala di lettura fu trasformata per diventare Le Bar Américain. Perché “americano”? Oggi nessuno ne sa più nulla. Forse semplicemente perché la moda dei cocktail è nata negli Stati Uniti e il bar era pensato per soddisfare i gusti della clientela. Clienti la cui lista comprende più nomi di qualsiasi altro elenco di celebrità.

A molti piace il tavolo numero 16 vicino al pianoforte. Fu così per Charles Aznavour, Tina Turner e Roberto Cavalli. È per questo che nel 2018, in occasione della ristrutturazione del bar, il 16 è l'unico numero di tavolo che non è cambiato.
Sappiamo che Colette era una cliente abituale del Bar Américain, dove ordinava esclusivamente un “Barley Water” (un semplice sciroppo di orzata) e un mazzo di ravanelli, indipendentemente dalla stagione.
Molto più di recente, nel luglio 2015, è stato il duo composto da Lady Gaga e Tony Bennett che, dopo il concerto allo Sporting Monte-Carlo, ha improvvisato un’esibizione al bar dando spettacolo fino alle 2 del mattino.
Chi scriverà il suo nome nella leggenda del Bar Américain quest'estate? Mistero…

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Una semplice rampa di scale conduce dalla Place du Casino alla grande hall dell’Hôtel de Paris Monte-Carlo. Appena varcata la soglia, lo spirito di questi luoghi magici risuona nella memoria. Partire e ritornare senza aver l’impressione di essersene mai veramente andati. Ritrovate i gesti familiari e la magia dei piccoli rituali.
