Aggiornato il Maggio 15, 2026

Arroccata su un promontorio roccioso sopra il mare, vicino al piccolo porto di Beaulieu-sur-Mer, la villa Kérylos sembra sfidare il tempo. All'ingresso, il visitatore lascia il presente mentre sul pavimento l'iscrizione "XAIPE" a mosaico ("Rallegrati" in greco antico) dà il tono. Come non rallegrarsi, infatti, di fronte a tale raffinatezza? Dal peristilio inondato di luce - con le sue colonne di marmo e i delicati affreschi - fino ai bagni termali, dalla biblioteca alle camere con i loro mobili lavorati, dai soffitti dipinti ai mosaici che ricoprono il pavimento di ogni stanza: tutto evoca l'arte di vivere dell'antica Grecia.
Costruita tra il 1902 e il 1908, durante la Belle Époque, è opera di Théodore Reinach, studioso e uomo di stato, e dell'architetto nizzardo Emmanuel Pontremoli. Entrambi appassionati dell'antichità, si ispirarono a essa per progettare questa dimora di villeggiatura, "non una copia di una villa antica, ma un'evocazione di questa antichità, in cui sarebbero concentrate tutte le conoscenze recentemente acquisite", sottolinea Antide Viand. Ellenista, grande specialista dell'archeologia greca, Teodoro Reinach partecipò infatti a numerosi scavi archeologici, in particolare sull'isola di Delos.

Ciò che sorprende tra le sue mura è la somma di dettagli presenti su ogni elemento: scene mitologiche sui mosaici o sulle ceramiche, motivi geometrici, preziose intarsi, soffitti riccamente ornati... Dai piani della casa fino ad ogni pezzo di arredamento, passando per la forchetta o la maniglia di porta, tutto è stato progettato e realizzato per la villa.
In soli sei anni, Reinach e Pontremoli sono riusciti a creare un'opera unica, per la quale hanno fatto appello ai migliori artisti e artigiani dell'epoca, come l'ebanista parigino Louis-François Bettenfeld per i mobili, o i pittori Jaulmes e Karbowsky, allievi di Puvis de Chavannes, per i murales. Cassette di sicurezza, sedie, tavoli, poltrone... le loro linee di grande finezza, ispirate ai mobili greci e agli antichi mondi mediterranei, si coniugano in totale armonia.

Una conservazione esemplare
Se la villa Kérylos e l'insieme dei suoi mobili originali sono in perfetto stato di conservazione, è grazie al proprietario della villa, Théodore Reinach, che ne fece dono all'Institut de France, di cui era membro. Alla sua morte, nel 1928, i suoi eredi poterono continuare ad occuparla prima di restituirla totalmente nel 1967. Questa trasmissione a un'istituzione erudita ha permesso di evitare le alterazioni o dispersioni che hanno conosciuto molte altre dimore storiche. Protetta e classificata come monumento storico dal 1966, la sua bellezza continua. È accessibile ai visitatori tutto l'anno. Maggiori informazioni sul sito dedicato del Centre des monuments nationaux.
Se da un lato dà l'illusione di un viaggio nell'antichità, dall'altro la villa è totalmente inserita nel suo tempo. Costruita per la famiglia di Theodor Reinach, proveniente dall'alta borghesia, essa contiene tutti i comfort moderni e la tecnologia dell'epoca, abilmente dissimulati. «C'è l'acqua corrente, l'elettricità, il riscaldamento centrale ispirato agli antichi sistemi di ipocausti, con una caldaia del tutto moderna, che manda aria calda dal pavimento. Grandi lampadari evocano lampade a olio, ma all'interno sono lampadine che imitano le forme e i colori della fiamma.»

I mobili di stoccaggio assumono l'aspetto di cassette, il pianoforte si nasconde ingegnosamente in un mobile a battente decorato con motivi antichi e il bagno della signora dispone anche di una doccia multijet. Anche alcuni ornamenti fanno riferimento al loro tempo: «Se guardate attentamente le pareti, vedrete in particolare motivi floreali e vegetali che attingono al repertorio antico - palme, foglie di acanto, fiori di loto... - ma che sono anche un riferimento diretto all'Art nouveau.»

Questo dialogo tra i secoli e le arti continua oggi all'interno delle mura della villa, che ogni anno da maggio a settembre ospita mostre di arte contemporanea. Artisti selezionati per la loro visione particolare della Grecia e dell'antichità, le cui opere si intrecciano armoniosamente con le collezioni permanenti, come nel caso degli scultori Hubert Le Gall nel 2021 o Arman nel 2024, per citarne alcuni.
Prodezza architettonica e tecnica, omaggio erudito alla cultura greca e alla sua eredità, la villa Kerylos continua a far dialogare passato e presente, senza mai congelare il tempo.

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