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Khalid El-Hajraoui, primo barman al Bar Américain

Creare, degustare, ricevere, conoscere e trasmettere: quando si è il primo barman di quel luogo mitico che è il Bar Américain, occorre saper trovare le giuste dosi. Khalid El-Hajraoui ci rivela gli ingredienti della sua riuscita, da quasi vent’anni. I cocktail di un grande professionista, « made in Bar Américain ».

Bar Américain Hotel de Paris Monte-Carlo Monaco

Il suo piccolo segreto per risvegliare le emozioni dei clienti, grazie a un cocktail?

Khalid El-Hajraoui : L’originalità e la qualità del cocktail. Ogni dettaglio è importante: la presentazione, il modo di servirlo, il bicchiere… Per esempio, non serviamo i cocktail champagne in coppe ma in classici calici da vino scampanati. I clienti sono sorpresi e conquistati. Per quanto riguarda le ricette, rivisitiamo i classici. Per esempio, per un mojito, ricorriamo a un rum più elaborato del Bacardi, un limone spremuto all’istante, un po’ di menta selvatica di qualità superiore… Tra giugno e settembre vi presentiamo il bellini con una gustosa pesca bianca e del prosecco. Cambiamo regolarmente gli ingredienti con frutta fresca di stagione e locale.

Il suo più bel ricordo?

K.E-H : Nell’estate 2015, durante il Monte-Carlo Summer Festival, Brian Newman, il band leader di Lady Gaga, mi ha chiamato per sapere se potevano improvvisare un concerto al bar il giorno dopo, dopo il loro show allo Sporting Monte-Carlo. Sono arrivati come se fossero appena usciti dal set di un film degli anni ‘60. È stato meraviglioso, di una classe pazzesca. La notizia si era diffusa qualche ora prima su Twitter: quando Lady Gaga è arrivata, l’atmosfera era incredibile. Hanno suonato fino alle due del mattino. Ho vissuto serate folli qui, ma quella è stata unica !  

"È questa la magia del Bar Américain: vi cattura e vi shakera, come accade per un cocktail."

Un cocktail che ha fatto scalpore?

K.E-H : Qualche anno fa abbiamo creato il « bloody lobster ». È una versione del bloody mary, ma con un succo di astice e una salsa inglese preparata dallo chef. Abbiamo anche lanciato un cocktail battezzato « Monte-Carlo », con un sorbetto realizzato a base di vodka e di limone di Mentone, e presentato con frutti di bosco per riprendere i colori della bandiera monegasca.

In cosa consiste la magia del Bar Américain ?

K.E-H : Sono tutte le storie di cui è stato testimone. Per esempio, il tavolo 34 serba molte memorie, molti ricordi, per i clienti come per lo staff. Una volta piaceva semplicemente sedersi là e contemplare l’ambiente. Era il tavolo di Franck Sinatra e di Sammy Davis Junior. Per me è il più bell’angolo del bar. Durante il Gran Premio, è come trovarsi in una bolla: il tavolo è all’interno, e si può vedere l’effervescenza là fuori, mentre si ascolta la musica. Ciò che è altrettanto magico è che col passare delle ore della giornata, l’atmosfera è completamente diversa. È questa la magia del Bar Américain: vi cattura e vi shakera, come accade per un cocktail.

Khalid El Hajraoui premier barman du Bar Americain Hotel de Paris Monte-Carlo Monaco

 

I suoi 3 cocktails preferiti

1- Il bellini, « “con la pesca bianca. Adoro i cocktail champagne ! »”

2- Il fragolino, « “un cocktail della casa elaborato con un tipo di uva fragola che cresce soltanto in questa regione »” .

3- Il Tennessee martini, « “È stato chiamato così da uno dei nostri clienti, ed è sempre sulla carta in questa stagione ».

Cocktail Bar Americain Hotel de Paris Monte-Carlo Monaco